IL CASO

Cavarzere e Adria, tensione tra le case di riposo

Il Tar ha annullato la convenzione firmata tra la "Danielato" e il Csa

Cavarzere e Adria, tensione tra le case di riposo

05/08/2021

CAVARZERE - Il Tar del Veneto ha dichiarato la risoluzione della convenzione tra Ipab “Andrea Danielato” di Cavarzere e Csa di Adria riguardo all’incarico di direttore di Mauro Badiale a “scavalco” nella casa di riposo adriese, con effetto reatroattivo al 31 dicembre del 2019. In questo modo il Csa di Adria, che aveva recesso dalla convenzione anticipatamente, non dovrà versare alcuna penale all’Ipab “Danielato” e nemmeno lo stipendio concordato per gli ultimi sei mesi di lavoro di Badiale all’ente cavarzerano, circa 25mila euro.

“Il Tar ha riconosciuto il grave inadempimento dell’Ipab ‘Danielato’ rispetto agli obblighi che si era assunta nei confronti del Csa di Adria, per i mancati accessi dell’ex direttore in struttura, come era stabilito nella convenzione stipulata con l’Ipab ‘Danielato’, dove era stabilito una presenza di 4 giorni a settimana spiega il presidente del Csa, Simone Mori - che insieme al nostro legale, avevamo valutato in fase di formulazione della delibera i potenziali scenari, e questa cosa ci ha dato ragione”.

Non è della stessa opinione l’avvocato Alessandro Micucci, legale scelto dall’Ipab “Danielato”, il quale sottolinea come la sentenza del Tar abbia accolto quanto chiesto dall’ente cavarzerano, l’annullamento della delibera di sospensione dell’incarico a Badiale, mentre non ci sarà alcun risarcimento danni a favore del Csa di Adria, nonostante lo avesse chiesto. Il legale ribadisce, infine, che non finirà così e di certo ci sarà un appello per ottenere quanto richiesto dalla casa di riposo cavarzerana.

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