URBANISTICA

Le case del Lusenzo verso la libertà

Una vicenda che va avanti da 100 anni e tiene bloccati un centinaio di famiglie, verso lo sblocco

Le case del Lusenzo verso la libertà

20/08/2021

SOTTOMARINA – Approvata in consiglio la delibera per stabilire i criteri di calcolo per la vendita delle case di riva Lusenzo che ricadono in zona demaniale. Una storia che ormai si trascina da quasi un secolo e che è stata oggetto di numerose discussioni, non solo a livello locale, ma anche negli ambienti romani.

Situazione spinosa che coinvolge centinaia di famiglie di Sottomarina che si sono ritrovate a non essere più proprietarie di una casa regolarmente pagata. Tutto parte da quasi 100 anni fa, negli anni ’20, quando ai cittadini venne chiesto di bonificare l’area di riva Lusenzo in cambio del terreno su cui poi costruire la propria abitazione. Un accordo che però non è mai stato messo per iscritto. Intanto le abitazioni sono state costruite e le famiglie ci hanno abitato per decenni con regolari atti notarili di acquisto e vendita. Fino a quando l’incubo è cominciato con alcune lettere del Demanio, formalmente proprietario dei terreni, che chiedeva a tutti i residenti gli arretrati dei canoni di affitto “della propria casa”. Per alcuni bollettini di centinaia di migliaia di euro.

Della questione si è subito occupata la politica per cercare di trovare un modo per salvare il futuro di tantissime famiglie di Sottomarina.

Ieri la soluzione con l’approvazione di una delibera che individua i criteri di calcolo in modo da evitare che si raggiungano cifre insostenibili. Ora toccherà all’Agenzia del Demanio dare l’ok definitivo per chiudere la vicenda che ha richiesto addirittura una legge ad hoc votata in modo bipartisan: la 17 del 28 febbraio. Oltre alla questione del valore dei terreni, c’era anche il problema che alcune parti delle case ricadevano sul demanio marittimo ed erano quindi inalienabili. Quest’ultimo è stato risolto avviando una procedura di declassifica delle aree in modo da farle rientrare tra quelle vendibili. Secondo problema: i cittadini aspettano il giorno della liberazione: quello in cui potranno dire che la loro casa, magari quella in cui hanno vissuto tutta la vita, è di nuovo di loro proprietà.

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