Chioggia

Aumento dei giorni di fermo pesca, mozione in consiglio regionale

Martedì prossimo si discuterà la mozione dei consiglieri Dolfin e Pan contro l'aumento dei giorni di fermo pesca

Aumento dei giorni di fermo pesca, mozione in consiglio regionale

26/08/2021

CHIOGGIA - La battaglia contro l'aumento delle giornate di fermo pesca a strascico imposto dalle direttive dell'Unione Europea sbarca nel prossimo consiglio regionale di martedì 31 agosto. E' questo, infatti, il contenuto di una mozione che verrà discussa in aula a palazzo Ferro Fini, portata dai consiglieri regionali della Lega Marco Dolfin e Giuseppe Pan.

I consiglieri regionali sottolineano come il settore ittico registri già una riduzione delle catture che viaggia intorno al 2% all'anno, che incide, insieme ai costi per la pesca, sul reddito degli operatori. "Tra le eccellenze dell'Alto Adriatico c'è la pesca dei molluschi bivalve di mare, che comunemente viene effettuata con le draghe idrauliche o turbosoffianti - proseguono - questa attività viene gestita da oltre trent'anni da cinque consorzi di gestione dei molluschi-vongole: Monfalcone, Venezia, Chioggia, Ravenna e Rimini. La produzione media annua si aggira ultimamente sulle 8mila tonnellate".

"Il regolamento Ue per il Mediterraneo Occidentale, approvato nel 2019 ha introdotto nuovi modelli di gestione che impongono l’obbiettivo del cosiddetto massimo rendimento sostenibile, attraverso progressive riduzioni dei giorni di pesca e della capacità delle flotte - spiegano - la recente pubblicazione del decreto nazionale ha previsto un aumento delle giornate di fermo della pesca a strascico nel 2021 rispetto allo scorso anno che rischia, infatti, di colpire duramente il settore già indebolito dal periodo di pesante crisi dovuto dall’epidemia da Covid-19. Il malessere delle marinerie è a livelli massimi: le cooperative, le imprese, i lavoratori, già provati duramente dagli effetti della pandemia, si trovano a far i conti con nuovi ostacoli, spesso incomprensibili con minor possibilità di lavorare. I mercati ittici attivi in Veneto sono Caorle, Chioggia, Pila, Porto Viro, Scardovari e Venezia, dove è possibile trovare sia prodotti di provenienza nazionale sia estera, con un fatturato annuo di diversi milioni di euro che li proietta ai primissimi posti a livello nazionale".

"Solo in Veneto nel distretto di Rovigo e Chioggia sono oltre duemila le aziende con quasi un miliardo di euro di fatturato - ricordano Dolfin e Pan - ogni anno il fermo pesca suggella a rotazione, su tutte le marinerie italiane, il blocco delle attività dei pescherecci che effettuano pesca a strascico, per 30 giorni consecutivi, con l’aumento dei giorni di stop è l’ennesima scure che rischia di abbattersi su uno dei settori chiave dell’economia veneta".

Per questo motivo i consiglieri della Lega chiedono che la giunta regionale "si impegni a intervenire al Governo della Repubblica, affinché si faccia portavoce contro queste direttive dettate dall’Unione europea, perché non è aumentando i giorni di fermo che si risolve il problema, ma serve un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0