Il comitato

"No Gpl" chiede che Punta Colombi torni libera

Il presidente Gianni: "Chiediamo ai candidati che si impegnino per lo smantellamento"

Bloccato il deposito di Gpl, Chioggia esulta

09/09/2021

CHIOGGIA - "Nelle spese dell’impianto Gpl vanno compresi anche i costi dello smantellamento". Lo chiede il comitato No Gpl dopo aver appreso da fonti ministeriali che a breve dovrebbe costituirsi la commissione che andrà a quantificare l’indennizzo per la società Costa Bioenergie previsto dal Decreto Agosto dopo lo stop agli impianti Gpl nei siti Unesco. Il comitato No Gpl da mesi sta chiedendo di conoscere i contenuti dei decreti attuativi previsti dalla legge che dovevano stabilire tempi e modi della liquidazione e dello smantellamento.


 

"Abbiamo saputo che i gabinetti dei Ministeri competenti stanno interloquendo per la costituzione della commissione di verifica delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto Gpl di Punta Colombi - spiega il presidente del comitato Mario Gianni, Chiediamo che nel computo delle spese rientri anche lo smantellamento dell’impianto. Pretendiamo che tutta l’area torni libera e disponibile alla città".

Il comitato ricorda che "quell’area era stata individuata come nuova sede del mercato ittico all’ingrosso prima dell’arrivo del Gpl. Invitiamo tutti i candidati sindaco e tutti i candidati consiglieri ad adoperarsi in tal senso. Per noi l’intera vicenda si chiuderà davvero solo quando vedremo i tre bomboloni allontanarsi da Chioggia e lo spazio di Punta Colombi tornare sgombro da qualsiasi infrastruttura legata all’impianto". 

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