L’INTERVISTA

Roberto Rossi: “Progetti sostenibili e partecipati”

Il candidato sindaco di Energia Civica: “Tre mosse per il turismo, migliorare il trasporto, no al ‘v-gate’, app per il decoro e meno chiusure del Mose”

Roberto Rossi: “Progetti sostenibili e partecipati”

14/09/2021

CHIOGGIA - Roberto Rossi è il candidato sindaco di Energia Civica. Ex presidente del “Comitato No Gpl”, Rossi parla a ruota libera del suo impegno politico in vista delle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre.

Quest’anno ci sono ben sei candidati... perché i cittadini dovrebbero votare per lei?

“Perché ho dimostrato di saper prendere impegni portandoli avanti con coraggio e determinazione fino al raggiungimento degli obiettivi, coinvolgendo la cittadinanza a partecipare attivamente. Perché applicheremo il metodo di lavoro utilizzato dal Comitato No Gpl anche per i temi importanti che riguardano il benessere della città e dei suoi cittadini. Perché con me c’è una squadra di persone motivate, preparate e pronte per questa nuova sfida, non sono un ‘uomo solo al comando’”.

Turismo: il settore ha ovviamente risentito, in questi ultimi anni, della pandemia Covid. Virus permettendo, c’è bisogno di dare nuova linfa al settore e allungare la stagione finora sempre legata alla balneazione e all’utilizzo della spiaggia. Quali sono le idee che intendete mettere in campo?

“Per dare nuova linfa va diversificata l’offerta turistica. Abbiamo individuato tre ambiti: il primo collegato alla balneazione e alla spiaggia, perché dobbiamo migliorare i servizi per l’offerta già esistente; il secondo riguarda l’enogastronomia, promuovendo percorsi per assaggiare le nostre specialità a km 0. Il terzo ambito, importantissimo, quello culturale, dell'arte e della tradizione: promuovere i beni storici e valorizzare il calendario culturale annuale e aggiungere eventi fuori stagione”.

La viabilità interna e extraurbana è sul tavolo da decenni: strada dei Ghezzi, nuova Romea, collegamento ferroviario con Padova, cosa pensa che sia realmente realizzabile in 5 anni per migliorare la situazione attuale?

“Abbiamo dimostrato che non servono appoggi politici in Regione o a Roma, ma che valgono le relazioni che abbiamo saputo creare per il blocco del deposito di Gpl. Queste relazioni sono ancora forti e ci permetteranno di portare le nostre istanze e i bisogni di Chioggia sulla questione della viabilità extraurbana sia su strada che su rotaia. Per quanto riguarda il servizio di trasporto extra-urbano è necessario spostare in Val da Rio il deposito degli autobus attualmente a Borgo San Giovanni e ridurre notevolmente i passaggi delle linee extraurbane che attualmente sono raddoppiate. Per la mobilità urbana si deve trasformare Chioggia in una città accessibile, moderna e competitiva, con infrastrutture adeguate e un sistema di mobilità cittadina sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale”.

Primi 100 giorni di governo della città: qual è il primo settore in cui interverrebbe e perché?

“Va assolutamente concordato con la Regione Veneto il percorso da attuare per bloccare l’iter autorizzativo del progetto V-Gate, vera spada di Damocle sulla testa degli operatori turistici di Isola Verde, ma anche di Sottomarina e degli stessi pescatori che si vedranno privati di un’area molto importante che verrebbe interdetta alla pesca. E nello stesso tempo alcuni interventi che possono essere realizzati nel breve termine: ripristinare il presidio di Polizia locale alla Loggia dei Bandi, portare l’Ufficio Informazioni, ora al museo, nella stessa Loggia, in modo da renderlo più centrale e fruibile dai turisti in arrivo da Sottomarina e dai Saloni, dimezzare il transito dei bus extraurbani per la strada di Borgo San Giovanni, concordare con l’Autorità di sistema Portuale lo spazio in Val da Rio per il Polo Ittico”.

Problema sicurezza: l’arredo urbano spesso è oggetto di numerosi atti vandalici, specie negli scorci più belli della città. Quali strumenti come possibile amministrazione futura intendete mettere in campo?

“Abbiamo il dovere di dare una risposta al bisogno del cittadino di ‘sentirsi al sicuro’ in un contesto curato e tutelato, per questo è necessario un sistema integrato e coordinato di presidio del territorio, tra le forze dell’ordine nel rispetto delle reciproche competenze, facendo leva soprattutto sulla promozione all’educazione alla legalità, al rispetto delle persone e dell’ambiente. Va anche realizzato un sistema informatizzato (app) per facilitare la segnalazione da parte di tutti i cittadini di atti di vandalismo, di incuria, di degrado e di pericolo nel territorio. Serve poi un controllo più dinamico del territorio con una maggiore presenza nelle aree segnalate a rischio”.

Le soluzioni per porre fine alla lentezza della macchina comunale?

“Entrare nell’era digitale e avviare un percorso per avere un Comune Smart. Parliamo anche di cittadinanza digitale estendendo sempre di più l’accesso dei cittadini ai servizi pubblici via web per essere ‘cittadini della Rete’ in cui poter esercitare i propri diritti e doveri. Tra i vantaggi la velocità nell’ottenere quello di cui si ha bisogno e soprattutto il risparmio di tempo speso in coda degli sportelli pubblici, inoltre i servizi via web sono accessibili 24 ore su 24”.

La pesca e l’agricoltura, un tempo volano dell’economia locale: oggi in grande difficoltà. Che azioni intende mettere in campo?

“Siamo contrari a progetti che abbiano impatti non sostenibili sull’ambiente o sulle attività commerciali già esistenti. Per quanto riguarda la pesca, le criticità sono la riduzione delle attività a causa del Mose, per le aumentate chiusure delle paratie mobili che determinano una drastica diminuzione delle uscite in mare dei pescherecci e quindi una riduzione del pescato. Il porto rifugio, che permetterebbe il transito dei pescherecci in sicurezza nonostante le barriere alzate, non è ancora terminato e il suo completamento è previsto fra due anni. Questi tempi lunghi sono difficili da accettare. Per questo sarà importante l’intervento dell’amministrazione comunale negli enti e nelle istituzioni preposte per trovare risposte che possano accelerare i tempi di consegna. Il Mercato ittico all’ingrosso va assolutamente trasferito per realizzare un vero e proprio polo ittico. E la realizzazione di un polo agroalimentare è fondamentale anche per il rilancio dell’agricoltura. Attirerebbe l’attenzione di aziende per la trasformazione del prodotto, anche cotto, e sviluppare un’industria che valorizzi le nostre specialità orticole. Importanti in questo ambito saranno i Fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea ed il loro utilizzo tramite specifiche agevolazioni alle aziende esistenti e a quelle nuove”.

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