Chioggia

"Le opere pubbliche realizzate prima dell'arrivo della Penzo"

E' la replica del vicesindaco Marco Veronese alle parole di Daniele Padoan, candidato della lista Obbiettivo Chioggia

"Le opere pubbliche realizzate prima dell'arrivo della Penzo"

Il vicesindaco e assessore al Patrimonio e Demanio, Marco Veronese

19/09/2021

CHIOGGIA – Continuano le scaramucce tra grillini ed ex ora convogliati in Obbiettivo Chioggia. Dopo che Daniele Padoan aveva dato i meriti delle cose fatte dall’amministrazione Ferro ad Alessandra Penzo, oggi è il vicesindaco Marco Veronese a rispondere a tono: "Le cose non stanno affatto come dice Padoan – esordisce Veronese, attuale titolare delle deleghe ai Lavori pubblici – in quanto sia le asfaltature, sia lo sblocco delle opere a palazzo Granaio, sia le rotatorie sono state programmate e attuate nel periodo precedente all’entrata in giunta della Penzo. Allora l’assessorato era retto dall’architetto Elga Messina – osserva Veronese – e la giunta aveva stanziato quasi due milioni allo scopo". Stesso discorso per il Granaio: "Nel 2016 il restauro era fermo – continua l’assessore ai Lavori pubblici – e solo grazie all’impegno della collega Messina siamo riusciti a sbloccare lo stallo, riuscendo a reperire risorse economiche aggiuntive".

Per quanto concerne le rotatorie, delle quali Alessandra Penzo si è assunta la “maternità”, l’esponente del M5s ricorda che quella in strada Madonna Marina (all’altezza del cimitero di Sottomarina) risale al 2017, mentre la convenzione con Aspiag-Despar per quelle in viale Mediterraneo e a Borgo San Giovanni è il risultato dell' impegno di Elga Messina, dopo continui incontri con la società che gestisce i due supermercati: "Penzo è arrivata quando l’iter era alle fasi finali, queste opere sono frutto di cinque anni di amministrazione, non dei suoi due". Veronese stigmatizza il fatto che Alessandra Penzo si sia attribuita il merito di aver bloccato l’entrata in funzione del deposito di gpl: "Se bastasse viaggiare quattro volte a Roma per ottenere 29 milioni allo scopo di risarcire Costa Bioenergie... la realtà è che a fermare il deposito sono stati i ministri del M5s in seno al governo Conte II, con il decreto agosto nel 2020".

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