Chioggia

Settembre nero per le tasse, aziende a rischio usura

In provincia di Venezia, secondo la Cgia di Mestre, sono 1.822 le aziende in sofferenza

Settembre nero per le tasse, aziende a rischio usura

19/09/2021

VENEZIA - Oltre 12mila imprese venete devono fare i conti con il rischio usura. E, di queste, 1.822 sono veneziane. Lo segnala l’ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha diffuso un report relativo alle sofferenze delle aziende venete. Parliamo di società non finanziarie e famiglie produttrici che sono state segnalate come insolventi dagli intermediari finanziari alla centrale dei rischi della Banca d’Italia. Una “bollinatura” che, per legge, non consente a queste aziende di accedere ad alcun prestito erogato dal canale finanziario legale. Pertanto, non potendo beneficiare di liquidità, rischiano, molto più delle altre, di chiudere o, peggio ancora, di scivolare tra le braccia degli usurai. Per evitare che la platea di queste aziende in difficoltà aumenti, la Cgia spera che il governo Draghi potenzi le risorse a disposizione del “Fondo di prevenzione dell’usura” e aiuti le banche a tornare a fare il proprio mestiere: ovvero a sostenere, in particolar modo, le piccole imprese. Grazie all’attivazione di queste due misure, lo stock complessivo delle aziende in sofferenza non dovrebbe crescere.

Secondo il report, al 31 marzo scorso, nella nostra regione Padova è al primo posto con 2.500 aziende in sofferenza: subito dopo scorgiamo Vicenza con 2.465, Treviso con 2.197 e Verona con 2.144. Le province meno interessate da questo fenomeno, invece, sono quelle che, in linea di massima, sono le meno popolate: come Rovigo (con 746 aziende segnalate alla centrale rischi) e Belluno (360).

E settembre è un mese a forte rischio. Da sempre le scadenze fiscali fungono da ”innesco” per fenomeni simili, spingendo molte piccole aziende in difficoltà economica a “contattare” usurai o organizzazioni criminali per acquisire la liquidità necessaria per onorare questi impegni. Quest’anno, poi, il mese di settembre è in assoluto il più ricco di scadenze fiscali - ricordano dalla Cgia - anche perché riprende l’attività di riscossione e notifica di nuove cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo, inoltre, che entro il 15 e il 16 settembre scorsi le imprese (soggette agli Isa, ovvero agli ex studi di settore) dovevano pagare l’Irpef, l’Ires, l’Irap e l’Iva. Domani, invece, sarà l’ultimo giorno utile per il ravvedimento breve e il 30 settembre è prevista la scadenza per il versamento delle rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio scadute il 31 luglio 2020. Un vero e proprio tour de force che potrebbe mettere in seria difficoltà la tenuta finanziaria di tantissime attività che, tradizionalmente, sono a corto di liquidità: soprattutto in questa fase economica così delicata.

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