Chioggia

Le partigiane che fecero la storia

Primo incontro promosso dall’associazione ArTe Amare nel mese contro la violenza sulle donne

Le partigiane che fecero la storia

22/11/2021

CHIOGGIA - “Nella storia non ci sono stati solo partigiani ma anche donne partigiane e questo libro dà loro una voce”. E’ stato questo il tema del convegno di sabato scorso tenutosi a palazzo Grassi con relatrice Carla Neri, portavoce dell’associazione ArTe Amare di Chioggia, e con due importanti ospiti: Maria Teresa Sega e Luigina Badale, che hanno presentato il libro “Voci di partigiane venete”, parlando di donne che hanno fatto la storia e che troppo spesso sono state dimenticate.

Questo incontro è stato solo il primo di una lista di eventi dedicati alle donne per il mese di novembre e in particolare per il 25, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Vorremmo che almeno per questo mese si facessero più iniziative riguardo questo argomento che purtroppo, continua ad essere attuale - ha spiegato Carla Neri – non solo si continuano a uccidere le donne, ma anche nel mondo intero, le donne, durante le situazioni più disagiate come le guerre, sono quelle che pagano il prezzo più alto”. Per quanto riguarda il convegno, il libro, che si presenta come un dialogo a cuore aperto, ricostruisce come le donne, anche del territorio locale, abbiano contribuito alla lotta partigiana, nonostante non se ne parli mai. “Sono presenti testimonianze di donne vicine a noi a livello territoriale, come Lucia Pugno, partigiana chioggiotta che all’epoca aveva 12 anni” ha continuato Neri.

Maria Teresa Sega, docente di Lettere e presidente dell’associazione Veneto Resistenze, ha spiegato come sia nato il libro e quanto lavoro sia stato fatto per realizzarlo. “Questo libro nasce dall’idea di far conoscere le testimonianze di partigiane che abbiamo raccolto nel tempo, soprattutto di quelle meno note - le sue parole - non si tratta di un testo storiografico, bensì narrativo affinché potesse essere letto da un pubblico molto vasto, anche giovane. Le partigiane comprendono donne di tutte le età e di tutte le zone territoriali, quindi anche bambine o ragazze estremamente giovani che hanno avuto un ruolo molto importante perché erano considerate le meno sospettabili. Un aspetto da considerare è la scelta: per quella generazione, che usciva dalla scuola fascista, scegliere di diventare partigiani era molto coraggioso perché il rischio era altissimo e andavano contro la legge del tempo, che loro consideravano ‘ingiusta’ come hanno raccontato a noi”.

Successivamente, la parola è passata a Luigina Badiale, cavarzerana, che ha partecipato alla stesura del libro per la parte che riguarda il Polesine: “Ho sempre avuto una passione per la storia, anche se la svolta me l’ha data mio fratello minore, che accompagnavo a Cavarzere per raccogliere testimonianze sulla guerra. In questo modo, mi sono appassionata e abbiamo cominciato a interessarci della resistenza nel Polesine e ad Adria. E’ importante dare voce alle donne, le quali vengono spesso lasciate da parte e mai associate a temi socialmente maschili come le armi, ed è per questo che ho partecipato positivamente alla stesura di questo libro. Le storie di queste donne sono importanti e non vanno dimenticate”.

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