Venezia

Pesca artigianale in Veneto, baluardo della sostenibilità

Tre progetti hanno coinvolto ricercatori, esperti, istituzioni e pescatori e saranno presentati il 24 novembre a Ca' Foscari

Pesca artigianale in Veneto, baluardo della sostenibilità

22/11/2021

VENEZIA - Pesca artigianale significa qualità, sostenibilità, tutela della biodiversità e anche monitoraggio dell’ambiente marino lagunare e costiero. Lo confermano i risultati di tre progetti coordinati dall’Università Ca' Foscari Venezia. Due finanziati dal Fondo europeo per la politica marittima e uno, tuttora in corso, dal programma Interreg Italia-Croazia. Ricercatori ed esperti coinvolti presenteranno le attività dei progetti e il loro impatto nella realtà veneta nell’evento “Le buone pratiche della pesca artigianale: una sfida per la sostenibilità e la biodiversità” in programma mercoledì 24 novembre dalle 10 alle 12 nell’Auditorium "Danilo Mainardi" del Campus Scientifico di Ca' Foscari. L’iniziativa sarà introdotta da Salvatore Orlando, direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica di Ca' Foscari, e Giuseppe Cherubini della Direzione Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria della Regione del Veneto.

Grazie al progetto Interreg Adri.SmArtFish, i pescatori stanno esplorando nuove opportunità per proporre i loro prodotti e valorizzarli. Una delle soluzioni realizzate è un food-truck affidato alla gestione del Covepa (Consorzio Veneto Pesca Artigianale) che, in parallelo ai villaggi dei pescatori creati nelle regioni italiane e nelle contee croate partner del progetto, servirà alla vendita diretta di prodotti trasformati della piccola pesca artigianale. Questo mezzo sarà presentato e messo in azione per una degustazione di pesce al termine dell’evento del 24 novembre.

“Il progetto intende sostenere il settore della pesca artigianale, coinvolgendo i suoi rappresentanti nella pianificazione e processi decisionali, differenziandone e ampliandone l’offerta di mercato, e sensibilizzando i clienti - spiega il coordinatore Fabio Pranovi - Il risultato del progetto sarà un settore della piccola pesca artigianale più resiliente, sia economicamente che ecologicamente, capace di auto-organizzarsi, contribuendo alla gestione sostenibile delle risorse rinnovabili su scala di bacino, e di sfruttare i suoi punti di forza intrinseci come vantaggi sul mercato”.

Un secondo progetto si è occupato di valutazione e miglioramento della sostenibilità ambientale della pesca artigianale nei siti Natura 2000 della laguna di Venezia. “Un intervento ha riguardato il monitoraggio delle caratteristiche biologiche, ambientali e morfologiche in ampie aree interessate da attività di pesca artigianale con reti fisse (tresse con bertovelli) e il monitoraggio dei rifiuti flottanti nelle stesse aree”, afferma il professor Piero Franzoi che ha coordinato le attività. Gli esperti hanno collaborato con i pescatori anche per modificare gli attrezzi da pesca per migliorarne l’efficienza di pesca, ridurre le catture involontarie di specie di interesse conservazionistico e di individui sottotaglia di specie di interesse commerciale, e contenere gli effetti negativi della presenza della specie alloctona invasiva Mnemiopsis leidyi (ctenoforo comunemente chiamato noce di mare) e dei rifiuti flottanti.

Infine, il team di ecologi cafoscarini è stato impegnato anche in un progetto per la valutazione dell’importanza degli scambi mare-laguna per il mantenimento degli stock ittici soggetti a sfruttamento commerciale. “Abbiamo analizzato i flussi di specie ittiche attraverso le bocche di porto con l’obiettivo di assicurare la sostenibilità della pesca, proteggere e ripristinare la biodiversità e l’ecosistema lagunare/costiero”, afferma Fabio Pranovi. L'attività di quantificazione è stata svolta con uno Scientific Echosounder, un dispositivo per il rilievo acustico in grado di identificare con estrema precisione numerosità, biomassa, direzione e velocità di spostamento degli organismi presenti sulla colonna d’acqua, dai pesci allo zooplancton. Tutto ciò ha consentito di acquisire informazioni su ampia scala spazio-temporale senza interferire con le popolazioni stesse.

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