SOTTOMARINA

Bellemo: “Concessioni, legge da rivedere”

Il presidente di Ascot: "E' una follia sposare in toto la sentenza del Consiglio di stato"

Bellemo: “Concessioni, legge da rivedere”

23/11/2021

SOTTOMARINA - “Alcuni autorevoli rappresentanti sindacali sposano in toto la sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari: è follia”. Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, interviene nuovamente sulla vicenda legata alle concessioni balneari che una sentenza del Consiglio di stato ha di fatto indirizzato verso l’obbligo di una gara per la loro assegnazione, facendo “saltare” la proroga al 2033. “Un potere esecutivo che si sostituisce al legislativo, mi preoccupa, a dir poco - prosegue Bellemo - c’è un obbligo quantomeno morale di riportare la questione nell’alveo politico. A me non va bene se accettiamo, tra le altre, le ipotesi dell’aumento dei costi per i canoni: questi vanno sicuramente rivisti, ma adeguati e rapportati a delle specificità e non generalizzando”.

Gli operatori, ricordo, oltre al canone che non determinano loro, hanno tantissime altre incombenze che vanno dalla pulizia della spiaggia che, nel caso di Chioggia, incide più del canone stesso, fino al salvataggio ed altro ancora - precisa il presidente di Ascot - ci ricordano che esiste la legge regionale 33 del 2002 che ‘premia’ chi investe. Ma è proprio così? Io posso avere un allungamento della durata della concessione, diventa un nuovo titolo che si chiama atto formale, in virtù di investimenti che intendo realizzare, investimenti che vengono calcolati per opere edilizie e una parte per attrezzature oppure opere pubbliche. Ma, per esempio, l’edicola che non può fare interventi edilizi? O le concessioni dei mosconi?”.

Secondo Bellemo la legge va rivista, una richiesta che da tempo ha fatto alle istituzioni. “Siamo di Chioggia o Rosolina, mica di Jesolo - fa notare - ricordo anche che alla Regione non va il 5% dell’addizionale sui canoni ma solo il 40% del 5%, quindi solo il 2%, la differenza ai comuni. E tanti operatori, in virtù di una legge vigente, hanno ritenuto di realizzare opere, interventi o quant’altro calcolando l’arco temporale fino al 2033, come da legge, appunto, 145/2018. Adesso che faranno? Riconosciamo questi investimenti realizzati o realizzandi ma come prodromici ad un allungamento del titolo ex lege 33/2002?”. Infine una considerazione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Il Parlamento dovrebbe correggere il Pnrr quantomeno segnatamente all’articolo 1 primo comma: credito d’imposta fino all’80% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2024... ma io me ne devo andare un anno prima” conclude.

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