Chioggia

Tessarollo: “Era tempo di farsi da parte”

Il vescovo uscente andrà a vivere nella casa di famiglia a Tezze sul Brenta: “Ma sarò sempre a disposizione”

Tessarollo: “Era tempo di farsi da parte”

14/01/2022

CHIOGGIA - Il vescovo Adriano Tessarollo pronto a salutare la sua Chioggia: “Ma sarò sempre a disposizione di chi ha bisogno”. Il giorno è sempre più vicino: domenica nella cattedrale di Padova, Giampaolo Dianin sarà ordinato nuovo vescovo della diocesi di Chioggia e l’attuale vescovo Adriano Tessarollo andrà “in pensione” anche se rimarrà comunque vescovo emerito della città che segue con amore da quasi 13 anni.

La pensione si avvicina e questo momento monsignor Tessarollo, molto amato in città, lo vive con serenità: “Ho 75 anni e bisogna anche rendersi conto che, a un certo punto, si hanno dei limiti fisici e psichici. Se mi avessero chiesto di continuare ancora per un po’ lo avrei fatto senza problemi, ma è anche giusto che, a un certo punto si lasci spazio ad altri e si riducano gli impegni quotidiani. Ho molti argomenti da approfondire e non l’ho potuto fare perché gli impegni da vescovo sono molteplici, ora avrò più tempo per farlo e per dedicarmi ad alcune tematiche di cui ho sempre voluto occuparmi”.

Tessarollo tornerà a Tezze sul Brenta dove si trova la sua famiglia e dove ha un’abitazione vicino alla sorella. Anche perché, come dice lui stesso scherzosamente “non è bello avere la suocera in casa” riferendosi alla volontà di lasciare il nuovo vescovo tranquillo a lavorare senza la sua presenza, dopo 13 anni sul territorio, un po’ “ingombrante”. “Mi metterò a disposizione del parroco di quella zona del vicentino – continua Tessarollo – finisce il periodo dell’ordinare e comincia quello dell’obbedire. Sarò a disposizione di chi avrà bisogno, anche per sostituzioni dei sacerdoti o per eventuali corsi teologici. Ma anche a Chioggia tornerò volentieri se qualche sacerdote, in accordo con il nuovo vescovo, avrà bisogno di me”.

Ma che diocesi lascia Monsignor Tessarollo al successore Giampaolo Dianin? “Come tutte le Chiesa ha le sue cose positive e quelle negative. Un grosso problema che abbiamo è il numero di sacerdoti – racconta Tessarollo - in questi ultimi anni, da quando ci sono io, è morto un terzo dei sacerdoti. Le parrocchie sono 68, i sacerdoti sono una cinquantina, quindi la situazione non è sicuramente facile, ma molti laici ci sono venuti in soccorso facendo lavori di manutenzione, prodigandosi il più possibile per la propria parrocchia anche occupandosi del catechismo”. “Una diocesi – conclude Tessarollo - che ha bisogno di essere stimolata, ma che ha anche la capacità di rispondere presente”.

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