CONSIGLIO REGIONALE

Il diritto di studiare dei bimbi malati in una legge

E' partito l'iter di approvazione della proposta del consigliere regionale Simona Bisaglia

Simona Bisaglia, da outsider a consigliere regionale

Simona Bisaglia

09/04/2022

VENEZIA - Una legge per integrare gli alunni ammalati a scuola. E' questo il contenuto della proposta di legge su iniziativa della consigliera regionale Simona Bisaglia (Zaia Presidente) il cui iter è partito ieri. Il progetto di legge è stato formalmente presentato in Quinta commissione e ha ottenuto condivisione anche da parte della minoranza consiliare. Il pdl passerà quindi nelle commissioni competenti per materia, la Sesta per gli aspetti scolastici, la Prima per la dotazione economica, prima di approdare, auspicabilmente in tempi brevi, in consiglio regionale per il voto.

Gli interventi previsti dal pdl consistono nella formazione del personale scolastico, anche per la somministrazione di farmaci durante l'orario scolastico, e nell’erogazione di contributi a favore degli istituti, finalizzati a fornire gli appositi strumenti tecnologici alle scuole. La proposta di legge prevede un primo anno di sperimentazione con l'individuazione di almeno una scuola per provincia per avviare la formazione dei docenti e l'organizzazione degli strumenti tecnologici necessari a consentire la partecipazione alle lezioni anche ai giovani studenti che si trovano lontano dalle classi per malattia.

"Sono soddisfatta dell'apprezzamento ricevuto per il progetto di legge - afferma Bisaglia - e non posso che ringraziare tutti i colleghi consiglieri, anche di minoranza, che hanno sottoscritto la proposta nata in origine per dare risposte a bimbi affetti da gravi patologie come l'epilessia o il diabete. La Regione del Veneto è da sempre attenta al valore della centralità della persona e alla sua piena realizzazione, sia come singolo individuo, sia nel contesto familiare e sociale ed in tale ambito si pone il progetto di legge per garantire agli alunni ammalati e alle loro famiglie la possibilità di vivere serenamente l’impegno scolastico e consentire ai ragazzi ammalati di rimanere in contatto con la scuola anche se non possono frequentarla perché ricoverati in ospedale o chiusi in casa a causa delle patologie di cui soffrono".

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