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Venezia

La donna più veloce d'Italia si racconta

Manuela Levorato ha presentato la sua biografia. I proventi in beneficenza

VENEZIA - "La corsa, le mie ali" è il racconto della donna più veloce d'Italia. Manuela Levorato ha presentato ieri sera la sua biografia a Villa Loredan di Stra. La veneziana di Arino di Dolo, che detiene il record italiano sui 100 metri piani (11''14) da ormai più di due decadi, si è raccontata nel palasport accanto alla splendida villa veneziana (il meteo è stato infatti inclemente) davanti a un folto pubblico. La freccia bionda oggi è dirigente sportiva, vicepresidente di Fidal Veneto, allena e fa la mamma. La sua storia è quella dell'atletica italiana degli anni a cavallo del millennio, e a fissarla sulla carta ci hanno pensato Silvia Miazzo e Lino Perini.

Durante la presentazione ha raccontato un po' della sua vita, dalle medaglie ai campionati europei (due bronzi agli Europei di Monaco del 2002 nei 100 e nei 200 metri) alle difficoltà di quando era una bambina, timida e introversa che ha dovuto lottare, superandola, una grave malattia per la quale tutti i medici le avevano sconsigliato di fare sport. "Ma in motorino scappavo di casa ed andavo ad allenarmi" ha raccontato. Il resto è storia, la donna più veloce d'Italia, due decadi in pista a macinare vittorie e ingoiare anche quale boccone amaro, come la rinuncia all'Olimpiade di Sydney.

I proventi della vendita del libro saranno devoluti in parte a una associazione di atletica e in parte in beneficienza. Del resto Manuela Levorato ha deciso di restituire all'atletica quello che le ha dato nella sua carriera. Si è mossa anche in prima persona per favorire il finanziamento della pista di atletica leggera di Mira, che versa in pessime condizioni, quella pista nella quale ha costruito la sua incredibile carriera.

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