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Chioggia

Caro gasolio, fumata grigia tra le marinerie

Dall'assemblea di ieri pescatori e armatori divisi sulle azioni da intraprendere. E i pescherecci rimangono in porto

Caro gasolio, fumata grigia tra le marinerie

CHIOGGIA - Le marinerie di Chioggia e Pila ieri si sono incontrate nella sala del Mercato ittico di Chioggia per discutere, ancora una volta, del caro gasolio e delle iniziative da intraprendere. Toni accesi tra pescatori e armatori, non c'è una identità di vedute su come affrontare questa situazione, dal punto di vista del confronto istituzionale. Anche per questo ieri erano presenti i consiglieri regionali Marco Dolfin, Jonatan Montanariello, il sindaco di Chioggia Mauro Armelao e il neodirettore del Mercato ittico, Aldino Padoan. Inoltre in collegamento è intervenuto anche l'assessore regionale alla Pesca, Cristiano Corazzari.

La questione del caro gasolio, timidamente affrontata dal governo che ha messo a disposizione 20 milioni di euro per affrontare l'emergenza - ma solo un milione andrà in Veneto - sta dividendo marinerie e pescatori, soprattutto a livello italiano con chi vorrebbe continuare il fermo della pesca e andare a Roma a protestare in modo vibrante e chi, invece, vorrebbe commisurare le uscite in mare e non ne vuol sapere di proteste accese nella Capitale. Una situazione di confusione che, sembra, per ora non produrrà nuove iniziative eclatanti.

"E' stata un'assemblea pacifica, nonostante i toni un po' accesi poiché la posta in palio è tanta - ha commentato a margine il consigliere regionale Dolfin - armatori e pescatori sono arrabbiati, una parte di loro vorrebbe andare a Roma a protestare già mercoledì, un'altra non ne vuole sapere e invoca altre forme di protesta. L'azione per ora è divisa, non solo a livello locale, anche se c'è la consapevolezza che il messaggio sulle difficoltà create dal caro gasolio deve arrivare alle sedi dovute". "Anche noi ci adoperiamo per trovare delle soluzioni - aggiunge Dolfin - l'assessore Corazzari ha voluto partecipare da remoto all'incontro ribadendo la disponibilità del distretto Alto Adriatico, che vede il Veneto come capofila delle altre Regioni, ribadendo l'attesa per lo sblocco del fondo covid a livello nazionale e regionale, una piccolissima boccata d'ossigeno per le marinerie".

Dai rappresentanti della Regione Veneto è partita anche l'idea di ovviare al problema della partecipazione a Roma alla manifestazione di protesta - difficile per una questione di permessi anche in vista dei preparativi per la festa della Repubblica del 2 giugno - di organizzare una videoconferenza con la presenza da remoto dei ministri, in auditorium San Nicolò. Ma anche su questa proposta, parte della marineria è scettica, e spinge per un incontro personale con il governo della Regione Veneto. "Noi siamo sempre disponibili - ha chiosato Dolfin - siamo a conoscenza della situazione, che è grave, come lo è il governo a Roma anche attraverso le nostre informazioni". Intanto, nessuna decisione è stata presa, e i pescherecci, anche questa settimana almeno, rimarranno in porto, in attesa di risposte da Roma. 

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