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La sentenza

Barche in laguna, non c'è tolleranza ai limiti di velocità

E' la Cassazione a stabilirlo, non si sfora nemmeno di 5 km/h come per le strade

Barche in laguna, non c'è tolleranza ai limiti di velocità

VENEZIA - Al limite di velocità per le barche in laguna non è applicabile la tolleranza dei 5 chilometri così come avviene sulle strade. Lo ha deciso la Corte di cassazione. La sentenza è stata pronunciata a seguito di un ricorso presentato dal Comune di Venezia. Infatti, in precedenza, il tribunale aveva dato ragione al giudice di pace che aveva annullato una multa al conducente di un taxi acqueo. La sanzione l'aveva comminata la polizia locale veneziana e poi il tassista lagunare si era rivolto al giudice ottenendo che il tribunale gliela togliesse. L'amministrazione comunale, con l'avvocatura civica, ha quindi chiamato in causa la Cassazione che ha stabilito in via definitiva che non ci può essere alcuna tolleranza sui limiti di velocità dei natanti in laguna, a differenza di quanto previsto dal codice della strada.

L'ipotesi della ammissibilità dei 5 chilometri non aveva convinto il Comune, per via dei limiti molto ridotti in vigore nei canali veneziani. Ecco perché l'avvocatura ha presentato ricorso, che la sentenza della Corte di cassazione ha accolto. "Se il limite di velocità è di 5 chilometri orari (come in questo caso), l'estendere analogicamente una riduzione di 5 chilometri orari alla misurazione tecnica della velocità delle imbarcazioni a motore, vale esattamente quanto consentire alle autovetture un'andatura di 100 chilometri orari nei centri abitati in cui vige un limite di velocità di 50 chilometri orari", si legge Inoltre, aggiunge la sentenza, va esclusa l'applicazione del Codice della strada per colmare le lacune della disciplina della navigazione.

"Un'affermazione di principio importante, che sottolinea la specialità di Venezia e le esigenze di tutela dell'ambiente e del patrimonio storico e culturale sottese alla disciplina della navigazione. Confido che dopo questa sentenza molti ricorsi pretestuosi di chi ha violato le regole di sicurezza in città possano essere ora evitati", commenta il consigliere delegato all'avvocatura Paolo Romor.

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