Pescatori contro Striscia la notizia: ‘Li aspettiamo a Chioggia per fargli vedere cos’è la pesca sostenibile’

La trasmissione di Canale 5 accusata di avere fatto un un processo sommario alla pesca italiana

Striscia la notizia a Chioggia

Un frame da "Striscia la Notizia" a Chioggia

05/11/2021

Dopo l’uscita del documentario Netflix ‘Seaspiracy’ e le accuse di Milena Gabanelli (ex Report)  sulla rubrica ‘Dataroom’ del Corriere della Sera è arrivata anche Striscia la notizia con l’inviato Max Laudadio a parlare di pesca e in particolar modo di sostenibilità, con ben sette servizi andati in onda solo nel mese di ottobre nel palinsesto dello storico telegiornale satirico delle reti Mediaset.

 L’inchiesta di Max Laudadio e di Striscia la notizia riguardo la pesca nel Mediterraneo ha sollevato numerose polemiche tra i principali attori del settore ittico e dei pescatori.

La "maratona anti-pesca" di Striscia è iniziata l’8 ottobre con un’inchiesta sulle tonnare, il 9 sulla pesca a circuizione, il 12 sulla pesca del pesce spada, il 14 sulla pesca illegale, il 15 sulla pesca della lampuga, il 26 con un’intervista ai nemici giurati della pesca in odore vegan dell’Ong  "Sea Shepher", per concludersi provvisoriamente il 30 ottobre con un’interessante intervista a Silvestro Greco dell’Istituto Nazionale Biologia, Ecologia e Biotecnologie marine della Stazione zoologica Anton Dohrn.

A Chioggia – capitale adriatica del settore ittico - i malumori su come venga affrontato e diffuso mediaticamente il tema della pesca e della sua sostenibilità sono proporzionali alla quantità d’informazioni che vengono lanciate spesso solo per aumentare l’audience del pubblico.

 Emanuele Mazzaro, direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia – definito la Wall Street dell’Adriatico – commenta laconicamente: “Nemmeno su questioni strategiche e realmente d’interesse collettivo come il caro bollette e l’aumento del costo delle materie prime che sta affossando l’economia italiana c’è una così grande e quasi maniacale attenzione: la pesca viene descritta come un’economia criminale che inquina e danneggia i mari, quando i nostri pescatori sono le prime - e spesso uniche – sentinelle della salute degli ecosistemi marini. Si sta facendo un vero e proprio tiro al piccione contro un settore che – a detta della stessa trasmissione di Antonio Ricci – rappresenta l’8% del Pil nazionale, con centinaia di migliaia di addetti in tutta la filiera. Un’operazione del genere è molto pericolosa e rischia di distorcere la realtà, presentando intere categorie di lavoratori alla stregua di banditi e predoni senza scrupoli.”

Continua Mazzaro: “Campagne mediatiche di questo genere rischiano di dare un colpo mortale a tutte le imprese della filiera ittica che generano quotidianamente ricchezza e sviluppo. Solo in Veneto nel distretto di Rovigo e Chioggia sono tremila le aziende con quasi un miliardo di fatturato”.

E conclude con una sfida a Laudadio: “Invitiamo la troupe di Striscia a Chioggia per far conoscere al pubblico i veri pescatori con un confronto faccia a faccia che possa fare chiarezza sulle tante ambiguità sollevate da Laudadio.”

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