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Cultura e tradizioni

Una rete per salvare le "merlettaie"

A Venezia con l'assessore Zennaro c’erano anche le chioggiotte Vincenzina Prescianotto e Arsenia Azzalin.

Una rete per salvare le "merlettaie"

CHIOGGIA – C’era anche l’assessore alla Cultura e alle Pari Opportunità Elena Zennaro ieri alla Biennale del Merletto ospitata al museo di Palazzo Mocenigo a Venezia. Assieme a lei c’erano anche le merlettaie Vincenzina Prescianotto e Arsenia Azzalin.

Al convegno erano presenti quasi tutte le 23 città aderenti alla rete per sostenere il progetto di mantenere intatte le tradizioni del merletto e non perdere e dimenticare questa antica forma d’arte facendola entrare a far parte del patrimonio Unesco. Venezia-Burano-Mestre, Valsesia, Valli Occitane, Cantù, Pellestrina, Chioggia, Gorizia, Chiavari, Santa Margherita Ligure-Rapallo- Portofino-Camogli-Genova, Bologna, Forlì-Meldola, Sansepolcro, Orvieto, Tuoro sul Trasimeno, San Feliciano, Offida, Bolsena, L’Aquila, Isernia, Maglie, Latronico, Mirabella Imbaccari, Bosa, tutte quante hanno risposto all’appello del Ministero della Cultura che ha evidenziato come la salvaguardia dell’identità culturale abbia una dimensione personale e collettiva.

Salvare l’arte del merletto significa salvare un luogo, lo spazio dove siamo in grado di trovare emozioni e relazioni. Salvare la manualità porta a riconoscere una tecnica, porta alla ripetizione di un comportamento, porta ad educare una comunità. “Parlare di tradizioni - commenta l’assessore alla Cultura Elena Zennaro - significa comprendere una comunità e valutarne lo stato di benessere: attività essenziale per un’amministrazione. Essere a fianco delle merlettaie di Chioggia in questo preciso momento storico è un onore e un onere che assumiamo con determinazione anche per le implicazioni sociologiche che comporta. Come evidenziato in sede convegnistica sostenere il riconoscimento a patrimonio Unesco significa sostenere l’emancipazione femminile. Siamo di fronte ad un’arte, dalla notevole importanza culturale e non una “roba da donne” dal trascurabile valore”.

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