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“Il lungo Adige ha già riaperto”

L’annuncio del sindaco Mauro Armelao: “Dobbiamo tutti ringraziare il Genio civile”

“Il lungo Adige ha già riaperto”

L’annuncio del sindaco Mauro Armelao: “Dobbiamo tutti ringraziare il Genio civile”

CAVANELLA D’ADIGE – Riapre con tre mesi di anticipo il Lungo Adige a Cavanella d’Adige. Sabato il sindaco Mauro Armelao si è recato in sopralluogo sul posto: “Mancano gli ultimi dettagli – spiega – ma si può già circolare liberamente. Grazie al Genio Civile di Padova che ha impiegato due macchinari, come richiesto dal sottoscritto, dimezzando così i tempi. Una risposta ai cittadini della frazione e ai comuni di Cavarzere e Rosolina. Oggi verranno tolti i cartelli di divieto”.

Il cantiere era stato duramente contestato dai residenti della frazione di Cavanella d’Adige quando è stato annunciato a marzo: secondo le prime previsioni, infatti, avrebbe inibito l’accesso alla strada fino a fine estate con gravi disagi per tutti i residenti. Una protesta che ha coinvolto anche il comune di Cavarzere con il sindaco che, proprio come fatto dal primo cittadino di Chioggia, aveva alzato la voce per chiedere la realizzazione di un bypass o una nuova formula per il cantiere che permettesse di chiudere in anticipo i lavori. Il Genio Civile ha, fin da subito, scartato l’ipotesi di posticipare il cantiere a dopo l’estate. Troppo urgenti i lavori di messa in sicurezza dell’argine e, quindi, non procrastinabili.

“Le finalità principali dell’opera che interessa l’argine sinistro del fiume Adige – aveva specificato il Genio Civile - sono volte prima di tutto a garantire la sicurezza idraulica del territorio, contrastando i processi di indebolimento del rilevato arginale, nonché a prevenirne il collasso per sifonamento. Questi lavori di messa in sicurezza e riqualificazione dell’area, per cui sono stati stanziati 1 milione e 300mila euro, devono essere eseguiti urgentemente in quanto questa zona ha da tempo creato problemi con rischi rilevanti di esondazione”. Bocciata era stata anche la possibilità di un bypass che non poteva essere realizzato in sicurezza. L’unica soluzione, insomma, era ridurre il più possibile il cantiere che si chiude, a tempo di record, molto prima della fine dell’estate.

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